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Comunicati Stampa 2 Dicembre 2016

L’Italia rentier che non investe sul futuro

L’immobilità sociale genera insicurezza: dall’inizio della crisi accantonati 114 miliardi di euro di liquidità aggiuntiva (più del Pil dell’Ungheria). Ko economico dei giovani: rispetto alla media, redditi più bassi del 15% (e del 26,5% rispetto ai loro coetanei di venticinque anni fa) e ricchezza inferiore del 41%. Torna l’occupazione, ma a bassa produttività. Il 2016 è stato l’anno in cui hanno vinto gli irresistibili flussi: export, turismo, digitale, immigrati. Ma si è rotta la cerniera tra élite e popolo: crollo di fiducia per tutti i soggetti intermedi tradizionali, dai politici alle banche

Roma, 2 dicembre 2016 – L’Italia rentier che non investe sul futuro. Le aspettative degli italiani continuano a essere negative o piatte. Il 61,4% è convinto che il proprio reddito non aumenterà nei prossimi anni, il 57% ritiene che i figli e i nipoti non vivranno meglio di loro (e lo pensa anche...[...]

Comunicati Stampa 4 Dicembre 2015

Una società a bassa autopropulsione, che non ritrova il gusto del rischio

Nell’«Italia dello zero virgola», in cui le variazioni congiunturali degli indicatori economici sono ancora minime, continua a gonfiarsi la bolla del risparmio cautelativo e non si riaccende la propensione al rischio. Ma c’è una piattaforma di ripartenza del Paese: una geografia dei vincenti che gioca sul driver dell’ibridazione di settori e competenze tradizionali. Che così si trasformano: è il nuovo Italian style

Roma, 4 dicembre 2015 – Oltre il cash cautelativo, zero rischi: dove andranno i soldi degli italiani. Nel corso dell’anno i principali indicatori economici hanno cambiato segno ed evidenziano movimenti verso l’alto nell’ordine di qualche decimale di punto percentuale. Ma nell’«Italia dello zero...[...]

Comunicati Stampa 4 Dicembre 2015

Dal «resto» parte la riappropriazione della nostra identità collettiva

Senza progettazione per il futuro, la cultura collettiva è prigioniera della cronaca e del consenso d’opinione. Famiglie e imprese restano in un recinto securizzante, ma inerziale: un limbo italico fatto di mezze tinte. Generoso l’impegno politico a ridare slancio alla dinamica economica. La società continua a fare il suo sviluppo basato sulla storia di lungo periodo, la capacità inventiva, i processi oggi vincenti: un impasto che connota il «resto», che non accede alle luci del proscenio, ma anima il «racconto» reale del Paese

Roma, 4 dicembre 2015 – Un letargo esistenziale collettivo e la vittoria della pura cronaca. C’è oggi una pericolosa povertà di interpretazione sistemica, di progettazione per il futuro, di disegni programmatici di medio periodo. Prevale una dinamica d’opinione messa in moto da quel che avviene...[...]