Formazione universitaria digitale: leva per l’accesso alla laurea e sbocchi occupazionali
Senza la didattica digitale, il 45,1% dei laureati intervistati nelle sette università United non avrebbe mai conseguito una laurea, mentre un ulteriore 39,4% lo avrebbe fatto in tempi molto più lunghi. Per il 73,7% la principale motivazione dell’iscrizione è determinata dalla possibilità di conciliare studio e lavoro
Comunicato Stampa
29 Gennaio 2026
Roma, 29 gennaio 2026 – Le università telematiche leva per ampliare l’accesso alla laurea. In un Paese che continua a registrare un deficit strutturale di laureati, la formazione universitaria digitale si conferma non una soluzione marginale, ma un canale strutturale di accesso all’università, capace di intercettare una domanda di formazione che il modello tradizionale fatica a soddisfare. Non a caso, la scelta dell’università telematica è fortemente legata alla flessibilità dell’offerta. Il 73,7% degli intervistati indica la possibilità di conciliare studio e lavoro come principale motivazione dell’iscrizione, mentre il 55,5% richiama fattori legati alla fruizione e all’organizzazione dei tempi di vita. Tra il 46,5% di laureati che hanno fruito di agevolazioni economiche, l’80,6% le ha considerate molto o abbastanza influenti nella scelta effettuata. È quanto emerge dal Primo Rapporto Censis-United sulla didattica digitale, basato su un’indagine che ha coinvolto 3.993 laureati delle sette università telematiche associate United nel periodo 2020-2024. Il Rapporto evidenzia come le università telematiche svolgano una funzione integrativa e complementare rispetto agli atenei tradizionali, ampliando l’area di accesso alla formazione terziaria soprattutto per studenti lavoratori, adulti e diplomati tecnici e professionali. Non si tratta di un modello alternativo, ma di un sistema che risponde a esigenze di flessibilità, personalizzazione dei percorsi e conciliazione tra studio, lavoro e vita privata, sempre più centrali nella domanda di istruzione.
L’identikit del laureato nelle università telematiche. Più della metà dei laureati ha conseguito una laurea triennale (57,1%), il 53,7% è donna e quasi il 40% ha 46 anni e oltre. Il profilo che emerge è quello di un’utenza adulta e già inserita nel mercato del lavoro: al momento dell’iscrizione il 75,3% degli studenti era occupato e il 48,4% proveniva da percorsi di istruzione tecnica e professionale. Significativa anche la dimensione territoriale, con il 51,2% degli iscritti residenti nel Mezzogiorno.
Didattica digitale promossa per flessibilità, autonomia e qualità. La valutazione complessiva dell’esperienza è ampiamente positiva: il 93,4% dei laureati giudica il proprio percorso universitario molto o abbastanza soddisfacente. Gli elementi più apprezzati sono la possibilità di conciliare studio, lavoro e interessi personali (82,5%) e l’autonomia nella gestione dello studio (47,7%). Le criticità, segnalate da una quota minoritaria (6,6%), riguardano soprattutto il supporto personalizzato inferiore alle attese e il livello di interazione con i docenti. Molto positivi anche i giudizi sulla qualità della didattica e sull’utilizzo delle tecnologie digitali. Oltre il 96% degli intervistati ritiene facilmente accessibili i materiali didattici online e intuitive le piattaforme di e-learning, mentre il 78,4% segnala positivamente l’impiego di tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, metaverso e laboratori virtuali. La modalità asincrona è apprezzata per l’accessibilità, la gestione personalizzata dei tempi di apprendimento e la possibilità di rivedere più volte i contenuti. Un’ampia maggioranza, il 73,9%, conferma la soddisfazione complessiva e dichiara che si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso, presso lo stesso Ateneo. Una quota del 14,8% sceglierebbe comunque lo stesso Ateneo, ma si iscriverebbe a un altro corso di laurea, probabilmente per una maggiore attinenza con i propri interessi o esigenze emerse dopo il termine degli studi.
Opportunità concrete e nodi da sciogliere. Dal punto di vista degli esiti occupazionali, tra i laureati che hanno trovato o cambiato lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, il 79,1% giudica la laurea utile nella ricerca di un’occupazione, soprattutto per le competenze e le conoscenze acquisite. Nel complesso, il Primo Rapporto Censis-United restituisce l’immagine di una didattica digitale che non rappresenta una scorciatoia formativa, ma uno strumento decisivo per ampliare la base dei laureati, ridurre i divari di accesso all’istruzione universitaria e promuovere l’apprendimento permanente, contribuendo in modo strutturale al rafforzamento del capitale umano del Paese.
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