Cetomedizzazione

[1973]

Il processo che, superando la tradizionale segmentazione in classi sociali, ha portato alla formazione del ceto medio, arrivato a ricomprendere la maggioranza della popolazione italiana. Si è formato un grande «lago cetomedista» alimentato da tanti immissari, categoriali e territoriali, di tipo impiegatizio e riferiti ai titolari di piccole imprese produttive. Espressione di grande vitalità adattiva, ma mai divenuto «borghesia», vista la sua tensione a ottenere solo il proprio tornaconto, la tendenza a una crescita puramente quantitativa, la volontaria negazione di assunzione di responsabilità collettive, la pressione corporativa sullo Stato, la vischiosa capacità di sfruttare vizi e privilegi del sistema.

Sommerso

[1971]

Parte dell’economia data dall’intreccio tra sviluppo delle piccole imprese, aumento degli spezzoni di lavoro indipendente e/o non istituzionale, aumento del reddito familiare composito e opacità contributiva e fiscale.

Personalizzazione

[2022]

La moltiplicazione dei mezzi ha favorito la desincronizzazione dei palinsesti collettivi e la personalizzazione delle modalità di fruizione dei contenuti di intrattenimento e dei percorsi di accesso alle informazioni, scardinando così la gerarchia tradizionale dei mezzi, che attribuiva alle fonti professionali e autorevoli dell’informazione mainstream un ruolo esclusivo.

Star system, crisi dello

[2018]

Alla tradizionale «casta» del cinema, lontana e inarrivabile, si sostituiscono i selfie e i like sui social network, i nuovi atelier del successo. Uno vale un divo: siamo tutti divi. O nessuno, in realtà, lo è più. Con la conseguente perdita di suggestione di quelle tradizionali figure nei confronti delle quali si generavano processi di imitazione e identificazione.

Immaginario collettivo, frammentazione dell’

[2017]

Insieme di valori, simboli, miti d’oggi in grado tanto di plasmare le aspirazioni individuali e i percorsi esistenziali di ciascuno, quanto di definire l’agenda sociale condivisa. Perché l’immaginario domanda di essere realizzato e nella vita quotidiana veicola i bisogni, mette in circolazione sogni e desideri, accende le fantasie. dispositivi digitali personali, gli influencer del web e i follower dei social network.

Identità

[2016]

La diffusione dei media personali, la disintermediazione digitale, la biomedialità hanno cambiato il modo di rapportarsi alla realtà circostante influenzando i processi di costruzione dell’identità, individuale e collettiva.

Èlite e popolo, divaricazione del solco tra

[2016]

Gli strumenti della disintermediazione digitale si stanno infilando come cunei nel solco di divaricazione scavato tra élite e popolo, prestandosi all’opera di decostruzione delle diverse forme di autorità costituite, fino a sfociare nelle mutevoli forme del populismo, antisistema e radicale, che si stanno diffondendo rapidamente in Europa e in Occidente.

Disintermediazione digitale, economia della

[2015]

Dall’e-commerce all’home banking, dai rapporti in rete con le amministrazioni pubbliche alla condivisione online di beni e servizi, la creazione di valore si trasferisce da filiere produttive e occupazionali tradizionali in nuovi ambiti, perché per i cittadini e i consumatori si amplia notevolmente la gamma degli impieghi di internet, che oggi consente di rispondere a una pluralità di bisogni molto più articolati e sofisticati rispetto alla sola esigenza di comunicare, di informarsi e di intrattenersi.

Biomediatica, era

[2012]

L’era aperta dalla rivoluzione digitale, caratterizzata dalla trascrizione virtuale e dalla condivisione telematica in tempo reale delle biografie personali attraverso i social network, che sanciscono il primato nel sistema mediatico dell’io-utente, produttore esso stesso ‒ oltre che fruitore ‒ di contenuti della comunicazione. Così si inaugura una fase nuova all’insegna del primato dello sharing sul diritto alla privacy: l’io è il contenuto e il disvelamento del sé digitale è diventata la prassi comune. Broadcast yourself! L’individuo si specchia nei media (ne è il contenuto) creati dall’individuo stesso (ne è anche il produttore): i media sono io.

Resto

[2015]

Nei movimenti tettonici che ci portano avanti «vince il resto»: quel che non accede al proscenio e alle luci della visibilità. È proprio dal «grande resto» che può cominciare a partire la riappropriazione della nostra identità collettiva.