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Contraffazione: a Benevento vanno tutelate le eccellenze agroalimentari del territorio da imitazioni e falsificazioni

Nella provincia 263 sequestri e più di 73mila articoli fake confiscati nell’ultimo decennio. Ma il fenomeno si trasforma: è sempre più «liquido», ora serve il coinvolgimento dei cittadini

Benevento, 21 giugno 2019 – Negli ultimi dieci anni la Guardia di Finanza ha effettuato complessivamente 263 sequestri di merce falsa nel territorio di Benevento, che hanno portato a rinvenire 73.250 articoli contraffatti. Si tratta prevalentemente di prodotti di tipo tradizionale. Al primo posto per numero di sequestri si collocano gli accessori, soprattutto borse e cinture (il 32,3% del totale), poi i capi di abbigliamento (19,8%) e le calzature (15,6%). È quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata per il Ministero dello Sviluppo Economico (Direzione Generale Lotta alla contraffazione-UIBM).

Il mercato del falso vale a livello nazionale 7,2 miliardi di euro e sottrae più di 100.000 posti di lavoro all’economia legale. L’emersione della contraffazione comporterebbe anche un aumento del gettito fiscale, tra imposte dirette (su impresa e lavoro) e indirette (Iva), pari a quasi 1,8 miliardi di euro.

La posizione della provincia, priva di sbocchi sul mare, collegata in modo inadeguato con il resto del Paese e con le principali rotte turistiche, l’assenza di grandi centri abitativi (oltre a Benevento, che conta quasi 60.000 residenti, solo tre comuni hanno più di 10.000 abitanti) sono i fattori che tutti insieme rendono il locale mercato del falso poco allarmante.

L’offerta di merce falsa è bassa e circoscritta a particolari eventi, come le sagre e le feste patronali, in occasione dei quali viene offerta merce low cost da venditori ambulanti per lo più di origine senegalese residenti nell’area del Casertano e del Napoletano, da dove si spostano giornalmente con autoveicoli, furgoni o attraverso le autolinee regionali. Nella città capoluogo sono presenti alcune postazioni stanziali all’ingresso di supermercati e centri commerciali, con la possibilità per l’acquirente di visionare sullo smartphone una campionatura di merce contraffatta di maggiore qualità e riceverla nei giorni successivi all’ordine. Nella provincia sannita non sono mai stati scoperti opifici clandestini per la produzione di merce falsa, né magazzini per lo stoccaggio.

Nell’ultimo anno la Guardia di Finanza ha intercettato anche 279.705 articoli non sicuri, per il 29% accessori di abbigliamento e per il 71% classificati nella categoria «altre merci» (soprattutto buste di plastica e ferramenta). Protagonisti di questo mercato sono i cittadini cinesi, che negli ultimi anni hanno aperto numerosi empori di grande metratura in cui rivendono merce proveniente dalla Cina.

Collegato al successo dei vini sanniti Dop e Igp è poi il fenomeno delle imitazioni delle tante eccellenze agroalimentari del territorio. La vendita di prodotti che richiamano nel nome quelli originali, ma che ne sono molto distanti per qualità e sapore, rappresenta un grande danno economico e di immagine per una terra che invece ha bisogno di promuovere le sue eccellenze.

Il Protocollo di intesa per la lotta alla contraffazione firmato il 21 marzo scorso dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalle cinque Prefetture dei comuni capoluogo della Regione Campania rappresenta una importante opportunità per creare una rete tra tutti gli stakeholder e per potenziare non solo la tutela, ma anche la promozione dei prodotti e dell’intero territorio sannita.

Di fronte a un mercato del falso che diventa sempre più capillare e camaleontico, un fenomeno che si trasforma e diventa sempre più «liquido», alle attività di repressione e di contrasto bisogna affiancare anche iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini-consumatori, chiamandoli ad essere attori e protagonisti in prima persona della lotta alla contraffazione.

 

Questi sono i principali risultati della ricerca realizzata dal Censis per il Ministero dello Sviluppo Economico, che sono stati presentati oggi a Benevento da Amedeo Teti, Direttore Generale della Dg Lotta alla Contraffazione-UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico, e Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, e discussi da Clemente Mastella, Sindaco di Benevento, Fabrizio Curcio, Unità di coordinamento del Protocollo roghi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Francesco Antonio Cappetta, Prefetto di Benevento.