Comunicati Stampa

Il capitolo «Processi formativi» del 44° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2010

Roma, 3 dicembre 2010 – Rallenta la crescita degli alunni stranieri a scuola. Pur se ancora di segno positivo, il tasso di incremento della presenza a scuola di alunni con cittadinanza non italiana manifesta una progressiva decelerazione, attestandosi sul +7% nell’anno scolastico 2009-2010. In termini assoluti, si tratta di un incremento di 44.232 alunni, che portano a un peso percentuale del 7,5% sul totale della popolazione scolastica. In particolare, la presenza di alunni con cittadinanza non italiana supera la quota dell’8% nella scuola dell’infanzia (8,1%), primaria (8,7%) e secondaria di I grado (8,5%), e si mantiene intorno al 5% nella secondaria di II grado (5,3%). 

Aumentano le esperienze di alternanza scuola-lavoro. Continua la diffusione nelle scuole secondarie di II grado di esperienze strutturate di alternanza scuola-lavoro, che nel 2009-2010 hanno coinvolto 71.561 studenti (+3,2% rispetto al 2008-2009) di 1.331 istituti (+22,3%). Il numero di imprese coinvolte si avvicina alla soglia delle 30.000 unità.

L’importanza crescente del contributo finanziario di famiglie e privati alle scuole italiane. I contributi volontari versati dalle famiglie sono un’entrata sempre più importante per la gestione delle scuole statali. Secondo un’indagine del Censis, il 53% delle scuole statali di ogni ordine e grado ha richiesto quest’anno il contributo. Le somme richieste a livello pre-scolare o di scuola dell’obbligo sono in media di modesta entità (16,4 euro nella scuola dell’infanzia e 19,8 euro nella scuola secondaria di I grado). Nelle scuole di II grado, invece, il contributo medio supera gli 80 euro pro-capite, con oscillazioni fino ai 260 euro nei licei. Il 25% dei dirigenti dichiara di averne dovuto aumentare l’importo rispetto allo scorso anno. Aderisce alla richiesta l’82,7% dei genitori. Ci sono poi i finanziamenti provenienti da soggetti privati esterni all’istituto scolastico: un fenomeno che riguarda il 36,4% delle scuole. Il principale canale di reperimento di risorse aggiuntive private è costituito dalle donazioni (il 46,4% dei casi), seguono i proventi dovuti all’installazione di macchine distributrici di bevande e alimenti (34,8%), l’individuazione di uno sponsor o la concessione di spazi pubblicitari (31,8%).

La scuola digitale tra aspettative elevate e criticità attuali. L’84,9% delle scuole possiede una o più Lavagne interattive multimediali (Lim), dislocate in aule ordinarie o in laboratori speciali. Si oscilla tra l’88% delle scuole nel Nord-Ovest e l’83,4% nel Sud. È quanto emerge da una rilevazione del Censis sull’introduzione nelle scuole delle Lim come supporti didattici in grado di innovare l’ambiente di apprendimento e le metodologie didattiche. Nel 91,4% dei casi le risorse per l’acquisto delle Lim hanno origine ministeriale. In misura minore, e spesso in aggiunta alle risorse ministeriali, le Lim sono state acquistate dalle scuole con fondi propri (20%) o grazie all’intervento di Regioni ed enti locali (10%), o sono state donate da soggetti privati (6,6%).

Tecnici superiori: sarà la volta buona? Il tasso di diploma post-secondario in Italia è pari al 3%, meno della metà del dato medio Ocse (7,2%), mentre la quota nazionale di studenti che concludono percorsi di istruzione terziaria tecnico-professionali orientati all’inserimento professionale si è attestata nel 2008 sullo 0,7% (media Ocse: 12,2%). Oggi però comincia a innestarsi un nuovo modello d’offerta, il cui asse portante è costituito dagli Istituti tecnici superiori (Its). Sono 15 le Regioni che hanno avviato la costituzione di 48 Its (21 al Nord, 14 al Centro, 13 al Sud e nelle isole) operativi soprattutto nel settore delle nuove tecnologie per il made in Italy (24), mobilità sostenibile (8), tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed efficienza energetica (5), tecnologie innovative per i beni culturali/turismo e tecnologie per la vita (3).

Le sfide da affrontare per un rilancio del sistema universitario italiano. Secondo la tradizionale indagine del Censis presso i presidi di Facoltà, al primo posto tra i fattori di spinta della competitività del sistema universitario viene individuato il costante miglioramento dei servizi offerti (53,8%), al secondo e terzo posto la mobilità internazionale degli studenti (46,2%) e lo sviluppo di collaborazioni internazionali (37,5%). Sempre in relazione all’internazionalizzazione, un preside su 4 (26%) indica lo sviluppo di corsi di laurea a doppio o congiunto titolo.